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3 Luglio 2026

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Carta delle pendenze con QGIS: guida passo passo

Quante volte, guardando un versante durante un rilevamento, ti sei chiesto quanto fosse davvero ripido quel tratto di terreno?

La pendenza non è solo un numero da riportare in relazione: è uno dei parametri che più condiziona la stabilità di un versante, la scelta del tipo di fondazione, il rischio di innesco di frane superficiali e persino la progettazione di un semplice sentiero.

In questo articolo vediamo come trasformare un modello digitale del terreno in una carta delle pendenze utilizzando QGIS, il software GIS open source che ormai fa parte della cassetta degli attrezzi di ogni geologo.

Per la realizzazione di questo tutorial ho usato la versione 4.2.0 di QGIS.

Perché la carta delle pendenze è così importante

La carta delle pendenze (in inglese slope map) è una delle elaborazioni derivate dal DEM (Digital Elevation Model) più utilizzate in ambito geologico, geomorfologico e ingegneristico. Serve, ad esempio, per:

  • individuare le aree a maggiore suscettibilità da frana, soprattutto nelle analisi propedeutiche a una relazione geologica;
  • supportare la classificazione geomeccanica di un versante roccioso;
  • pianificare interventi di ingegneria naturalistica o opere di sostegno;
  • verificare la compatibilità di un progetto urbanistico con le condizioni morfologiche del sito, in coerenza con quanto richiesto dai PUG e dagli studi di compatibilità geologico-ambientale.

Prima di generarla, però, serve un dato di partenza: il DEM.

Cosa ti serve prima di iniziare

Per creare la carta delle pendenze hai bisogno di un file raster altimetrico (DEM) in formato .tif o .dem.

Se non ne hai già uno, in Italia puoi scaricarne gratuitamente da fonti ufficiali come il Geoportale Nazionale, il portale Copernicus (DEM europeo a 25 o 10 metri di risoluzione) o, per aree più estese, il progetto TINITALY dell’INGV.

Più il DEM ha una risoluzione elevata, più la carta delle pendenze sarà accurata, ma anche più pesante da elaborare: per un rilevamento di dettaglio a scala di sito è preferibile un DEM ad alta risoluzione, mentre per inquadramenti territoriali più ampi va benissimo una risoluzione minore.

Procedura passo passo

Caricare il DEM in QGIS

Avvia QGIS e vai su Layer > Aggiungi Layer > Aggiungi Layer Raster. Seleziona il tuo file altimetrico (.dem o .tif) e conferma.

Il DEM comparirà nella finestra delle Layer come raster in scala di grigi, dove i toni più chiari o più scuri rappresentano rispettivamente le quote più alte o più basse (a seconda della simbologia di default).

Calcolare la pendenza (Slope)

Una volta caricato il DEM, vai su Raster > Analisi > Pendenza (Slope). Nella finestra di dialogo che si apre:

  • imposta il Raster in ingresso selezionando il tuo DEM;
  • scegli se esprimere la pendenza in percentuale oppure in gradi (l’intervallo in gradi va da 0° a 90°, dove 0° indica una superficie piatta e 90° una parete verticale — la scelta dipende da cosa richiede il tuo output, dato che in Italia molte relazioni geologiche e classificazioni geomeccaniche usano ancora i gradi);
  • indica la destinazione del file cliccando sui tre puntini accanto a Pendenza e scegli dove salvarlo;
  • premi Esegui.

QGIS genererà un nuovo layer raster in cui ogni pixel rappresenta il valore di pendenza calcolato a partire dalla variazione di quota tra le celle adiacenti del DEM.

Vestizione cartografica (classificazione per classi di pendenza)

Il layer generato al passaggio precedente è già utilizzabile, ma per leggerlo correttamente conviene classificarlo in classi di pendenza. Fai doppio clic sul layer per aprire le Proprietà, poi:

  • vai nella scheda Simbologia;
  • cambia il Tipo di render in Banda singola falsi colori;
  • nella sezione Genera nuovo gradiente di colore, scegli una rampa cromatica leggibile (ad esempio dal verde per le pendenze più dolci al rosso per quelle più ripide);
  • in Classificazione, imposta la modalità su Intervallo uguale oppure su Classi definite manualmente, e stabilisci il numero di classi desiderato (per una carta tematica standard 4-5 classi sono generalmente sufficienti, ad esempio 0-10%, 10-20%, 20-35%, 35-50%, >50%);
  • imposta l’Interpolazione su Discreto, in modo da avere una transizione netta tra una classe e l’altra invece di una sfumatura continua.

A questo punto la tua carta delle pendenze è pronta per essere esportata, inserita in un layout di stampa o sovrapposta ad altri tematismi (carta litologica, uso del suolo, carta del dissesto) per le tue analisi.

Carta delle pendenze del comune di Bovalino (prov. di Reggio Calabria)

Un consiglio pratico

Se stai lavorando su un’area vasta, prima di lanciare l’analisi verifica sempre il sistema di riferimento del DEM (deve essere in un sistema proiettato, non geografico, per ottenere valori di pendenza corretti in metri).

È un errore comune che porta a risultati falsati e che si scopre spesso solo a classificazione già fatta.

Approfondimenti

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Domande frequenti

Meglio la pendenza in gradi o in percentuale?

Dipende dall’uso finale: la percentuale è più intuitiva per un pubblico non tecnico, i gradi sono lo standard per molte classificazioni geomeccaniche e normative italiane.

Che risoluzione deve avere il DEM per un rilevamento geologico di dettaglio?

Per analisi di sito è consigliabile una risoluzione di 5 metri o superiore; per inquadramenti regionali può bastare una risoluzione di 10-25 metri.

Posso usare la stessa procedura per calcolare l’esposizione dei versanti?

Sì: nello stesso menu Raster > Analisi trovi anche lo strumento Aspect, che segue una logica di calcolo analoga a quella dello slope.

Antonio Nirta

Antonio Nirta

Geologo classe '86, laureato in Scienze e Tecnologie Geologiche all'Università di Pisa. Oltre a fare divulgazione geologica, svolgo la libera professione di geologo ed insegno Matematica e Scienze. Adoro la scienza, la tecnologia e la fotografia. Lettore appassionato dei romanzi fantasy e dei romanzi storici, ho un debole per la pizza e tifo Juve.

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