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8 Luglio 2026Scipionyx samniticus, noto col soprannome giornalistico di “Ciro”, fu il primo dinosauro scoperto in Italia. Trovato nel 1980 a Pietraroja (Benevento), è uno dei dinosauri più piccoli al mondo ma la sua importanza scientifica è enorme.
Nel 1998 fu riconosciuto a livello internazionale come uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia, conquistando la copertina di Nature per il suo eccezionale stato di conservazione.
Ciro è molto più del primo fossile trovato in Italia: è una finestra aperta sul Cretaceo, capace di mostrarci muscoli, vasi sanguigni e intestino di un animale vissuto 113 milioni di anni fa — un reperto che continua a sorprendere la scienza ancora oggi.

La scoperta
Il 22 novembre 1980 Giovanni Todesco, appassionato di fossili, raccolse alcune piccole lastre di calcare ittiolitico nei pressi di una cava a Pietraroja. Il giorno successivo l’Irpinia fu colpita dal terremoto, e Todesco con la sua famiglia tornò a vivere nella città d’origine, Verona, dove per anni conservò le lastre in cantina senza prestar loro troppa attenzione.
Solo nel 1993, vedendo Jurassic Park, Todesco immaginò che il reperto potesse avere affinità con i dinosauri e si mise in contatto con il Museo di Scienze Naturali di Milano, che ne avviò il restauro.
La preparazione delle lastre calcaree durò cinque volte il tempo previsto di due settimane, a causa dei dettagli che mano a mano venivano scoperti.
Classificazione e dimensioni
Scipionyx samniticus è un dinosauro teropode vissuto 113 milioni di anni fa nell’area dell’attuale comune di Pietraroja, in provincia di Benevento. È stato attribuito alla famiglia Compsognathidae.
Il dinosauro di Pietraroja era un cucciolo, alto quasi 24 centimetri. Da adulto avrebbe probabilmente raggiunto l’altezza di due metri e un peso di 20 chilogrammi.
Il nome scientifico si spiega così: Scipio da Scipione Breislak, scopritore nel 1798 dell’area fossilifera di Pietraroja; onyx (artiglio) per le tipiche zampe con cui il dinosauro afferrava le prede; Samniticus per ricordare la regione sannita del ritrovamento.
L’eccezionalità del fossile: i tessuti molli
Ciò che rende Ciro unico al mondo è la conservazione straordinaria degli organi interni.
Di Ciro non solo fu trovato lo scheletro quasi completo, ma anche per la prima volta in assoluto numerose parti molli, tra cui i resti degli organi interni, gli anelli cartilaginei della trachea, fibre muscolari e persino frammenti di cheratina provenienti dai suoi artigli.
La fontanella ancora aperta sul cranio portò i ricercatori a concludere che si trattasse di un cucciolo appena uscito dall’uovo. I resti di prede trovati nel tubo digerente raccontano che Ciro aveva appena consumato un pasto a base di rettili e pesci e che, dato il grado di sminuzzamento, era stato probabilmente nutrito dai genitori.
Con tecniche più moderne, osservando lo scheletro al microscopio elettronico a scansione (SEM), è stato possibile ingrandire i tessuti molli fino a trovare batteri fossilizzati all’interno dell’intestino e rilevare la presenza di ferro, un elemento presente nell’emoglobina, nel petto del dinosauro.

Come si è conservato così bene?
Si pensa che immediatamente dopo la morte il corpo si sia depositato sul fondo di uno specchio d’acqua poco profondo, con livelli di ossigeno così bassi da rallentare la decomposizione.
Successivamente sarebbe stato ricoperto da sedimenti finissimi che si sarebbero insinuati in ogni piega della carcassa, preservandola dai microrganismi decompositori.
Le scoperte scientifiche
Oltre alla straordinaria anatomia, Ciro ha contribuito a risolvere grandi domande della paleontologia: grazie a Ciro si è potuto stabilire che alcuni dinosauri erano omeotermi (a sangue caldo), come gli uccelli e i mammiferi.
Inltre Ciro è la prova che, all’epoca dei dinosauri, l’Italia non era interamente coperta dal mare come si credeva, ma che c’erano ampie terre emerse.
Dove si trova oggi e ricerche in corso
Il fossile si trova nell’ex Convento San Felice a Benevento ed è visitato ogni anno da scolaresche provenienti da tutta la regione.
Nel dicembre 2022 il fossile è stato sottoposto a nuove indagini promosse dal Field Museum of Natural History di Chicago, tramite scansioni tomografiche computerizzate (microCT scanning) in 3D, per studiare i tessuti scheletrici e molli in modo non invasivo. L’obiettivo è ottenere dati unici sulla transizione evolutiva dai dinosauri carnivori agli uccelli attuali.
Approfondimenti
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- Ascesa e caduta dei dinosauri. La vera storia di un mondo perduto [LINK AMAZON]



