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Il tempo geologico

Per comprendere i fenomeni geologici dobbiamo tenere ben presente il fattore tempo. Un uomo compie azioni temporali che vanno dal secondo alla decina di anni, un fenomeno naturale – invece – impiega tempi molto più lunghi. Basta pensare ad un fiume che scorrendo erode formando una valle, alla nascita di una catena montuosa o di un nuovo oceano. Qui entra in gioco il tempo geologico.

Il tempo geologico è il tempo trascorso dall’origine della Terra fino ad oggi. La sua durata è enormemente più grande (4.5 miliardi di anni) rispetto al tempo storico.

Immaginiamo di ridurre tutta la storia della Terra in 24 ore: l’uomo moderno comparirebbe solo nell’ultimo minuto prima della mezzanotte.

spirale-tempo-geologico
Spirale del tempo geologico

Il tempo geologico viene stimato con le datazioni assolute, che forniscono una età numerica, e con le datazioni relative, che invece posizionano gli eventi in relazione a un riferimento noto senza conoscere la differenza di età tra gli eventi.

L’unità di tempo più ampia definita è il Supereone, costituito da Eoni. Gli eoni sono divisi in Ere, che sono poi rispettivamente suddivise in PeriodiEpoche ed Età.

Unità GeocronologicheCorrispondenza “empirica” in Anni
EoneMiliardi di anni
EraCentinaia di milioni di anni
PeriodoDecine di milioni di anni
EpocaMilioni di anni
EtàMigliaia di anni

Nel frattempo, i paleontologi definiscono un sistema di piani faunali – di lunghezze variabili – basati sui cambiamenti osservati nelle associazioni fossili. In molti casi, questi piani faunali sono stati utilizzati nella costruzione della nomenclatura geologica, nonostante la loro natura di unità cronostratigrafiche.

In generale, i geologi suddividono le unità in “inferiore”, “medio” e “superiore”. Ad esempio si parla di Giurassico superiore o di Cambriano medio.

La cronostratigrafia

La cronostratigrafia è una branca della stratigrafia che studia l’età degli strati e le loro relazioni temporali. L’unità fondamentale della cronostratigrafia è il piano, che deve avere valore mondiale.

Si tratta di un elemento legato alla biozona (una porzione di successione rocciosa caratterizzata da un preciso contenuto fossilifero), a sua volta basata sui fossili guida, che danno l’età relativa delle rocce.

La cronostratigrafia ricostruisce la contemporaneità e i rapporti cronologici dei fenomeni geologici; grazie ad essa è possibile collocare i vari fenomeni nella scala dei tempi geologici.

Le suddivisioni della cronostratigrafia si indicano come unità cronostratigrafiche, cioè l’insieme di rocce formatesi durante un determinato intervallo di tempo geologico che viene definito come unità cronologica o geocronologica. Pur avendo significato diverso, sia alle unità cronostratigrafiche sia a quelle geocronologiche si attribuiscono denominazioni specifiche identiche; così per esempio il sistema Cambriano, unità cronostratigrafica, rappresenta le rocce formate durante il periodo cambriano, unità geocronologica

La scala dei tempi geologici

La scala dei tempi geologici rappresenta un modo per suddividere il tempo trascorso dalla formazione della Terra, condiviso dalla comunità scientifica internazionale e in continua evoluzione.

Esiste un organismo internazionale delegato alla formalizzazione geologica (quindi alla nomenclatura) di questa scala, la Commissione Internazionale di Stratigrafia, che presiede alla ratifica dei GSSP.

Cosa sono i GSSP?

I Global Stratigraphic Section and Point, ossia Sezioni e punti stratigrafici globali (sigla GSSP) sono affioramenti rocciosi nei quali sia fisicamente presente un limite tra due età geologiche e nei quali è stato rinvenuto il maggior numero di informazioni fisiche, chimiche e paleontologiche su quel limite rispetto ad altri affioramenti che contengono lo stesso limite stratigrafico. Essi sono stati identificati dalla Commissione internazionale di stratigrafia in località distribuite nei vari continenti.

I GSSP sono rappresentati sulla scala dei tempi geologici con un chiodo d’oro.

L’Italia ospita numerosi GSSP e molte località italiane sono in discussione per l’attribuzione. Questa particolarità è legata all’eccezionale esposizione di alcuni intervalli geologici sulla penisola italiana, in particolare nelle Alpi orientali, in Appennino, Calabria e Sicilia.

Rappresentazione del tempo geologico

Lo United States Geological Survey (USGS, Servizio Geologico degli Stati Uniti d’America) ha prodotto una versione a colori della scala dei tempi geologici, dove ad ogni età corrisponde, per convenzione, un colore diverso. Non tutti i paesi adottano questa versione della scala ma tutte le colorazioni nascono da quella originale fatta dal fondatore della stratigrafia William Smith.

Concettualmente ogni suddivisione raggruppa una fase della storia della Terra caratterizzata da determinati organismi spesso estinti al termine dell’Era geologica di appartenenza.

L’età della Terra è di circa 4570 milioni di anni (4570 Ma). Il tempo geologico è stato organizzato in varie unità, a seconda degli eventi che si sono succeduti in ogni periodo.

Differenti livelli della scala temporale sono spesso delimitati da grandi eventi geologici o paleontologici, come le estinzioni di massa tipo quella dei dinosauri.

Ad esempio, il limite tra il periodo Cretacico e il periodo Paleogene è definito dall’evento della estinzione dei dinosauri e di molte specie marine. Altri periodi, precedenti le rocce contenenti fossili guida, sono definiti in maniera assoluta da età radiometriche.

Per scaricare la carta dei tempi geologici aggiornata visita questo link: https://stratigraphy.org/

Approfondimenti

Antonio Nirta
Antonio Nirta
Geologo classe '86, laureato in Scienze e Tecnologie Geologiche all'Università di Pisa. Oltre a fare divulgazione geologica, svolgo la libera professione di geologo ed insegno Matematica e Scienze. Adoro la scienza, la tecnologia e la fotografia. Lettore appassionato dei romanzi fantasy e dei romanzi storici, ho un debole per la pizza e tifo Juve.

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