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Gennaio 18, 2018
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Abilitazione per geologi: come preparare l’esame.

Hai finito il tuo ciclo di studi universitari in Geologia e “da grande” vorresti fare il geologo professionista?

Ecco, è giunta l’ora di studiare per l’esame di abilitazione alla professione di geologo

In questo post ti darò qualche consiglio su come preparare l’esame di abilitazione alla professione, spinto anche dalle numerose richieste di consigli da parte di colleghi universitari, raccontando un pò anche quale è stata la mia esperienza personale.

L’albo dei geologi

Oltre all’albo nazionale dei geologi, ogni regione ha un suo albo. Ogni albo regionale è suddiviso in due sezioni: sezione A (geologi) e sezione B (geologi iunior).

La sezione A è riservata a chi ha conseguito la laurea magistrale mentre la sezione B ai laureati di primo livello.

I laureati di primo livello abilitati alla sezione B, una volta conseguita la laurea magistrale possono sostenere l’esame di abilitazione per la sezione A, con l’esenzione di alcune prove. Ad esempio un geologo iunior che sostiene l’esame per geologo presso “La Sapienza” di Roma è esentato dalla prova pratica e dalla seconda prova scritta.

Dove sostenere l’esame di abilitazione?

L’esame per l’abilitazione può essere sostenuto in qualsiasi università che ha un dipartimento di Scienze della Terra. Io, ad esempio, ho deciso di sostenere l’esame presso l’Università della Calabria, in seguito al mio trasferimento al termine degli studi universitari.
Per tutti gli atenei ci sono due appelli ad anno solare: uno che inizia a giugno e l’altro a novembre. La tassa d’iscrizione varia da ateneo ad ateneo.

Cosa studiare per l’esame di abilitazione?

Innanzitutto va detto (un pò ovvio eh!) che, ai fini della preparazione dell’esame, è molto importante la preparazione di base con la quale si esce dal proprio percorso universitario. Secondo me però chi ha improntato il suo ciclo di studi su un settore geologico applicativo/geotecnico/geomorfologico è avvantaggiato rispetto chi ha un’impronta, ad esempio, vulcanologico.

Una volta decisa la sede universitaria dove sostenere l’esame di abilitazione, fate una ricerca bibliografica (in fondo all’articolo metterò una lista con alcuni dei libri e dei manuali che ho usato per l’esame). È preferibile cercare libri e manuali che danno la priorità agli aspetti pratici del settore, dato che ci ha già pensato l’università (si spera!) ad aver fornito la preparazione teorica. Inoltre è molto importante dare un’occhiata alle tracce delle sessioni precedenti, in modo da esercitarsi su delle tracce reali e farsi un’idea sulla linea seguita dall’ateneo scelto.

Quando siete a conoscenza dei membri della commissione (che è composta da 2 professori universitari e da 3 liberi professionisti) informatevi sui loro settori di lavoro ed approfonditeli.

Ad esempio, la presidentessa di commissione del mio appello si occupa di geochimica; durante la prova orale ad un collega hanno fatto delle domande su idrogeochimica partendo dalla composizione di una bottiglietta d’acqua minerale.

Come è articolato l’esame di abilitazione?

Dal punto di vista tecnico, l’esame di stato è articolato in quattro prove:

  1. prima prova scritta riguarda gli aspetti teorici delle seguenti materie: geografia fisica, geomorfologia, geologia applicata, georisorse minerarie e applicazioni mineralogiche-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali, geofisica applicata, geotecnica, tecnica e pianificazione urbanistica, idraulica agraria e sistemazioni idraulico forestali, ingegneria e sicurezza degli scavi, diritto amministrativo;
  2. seconda prova scritta concernente gli aspetti applicativi della prima prova scritta;
  3. prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte ed in legislazione e deontologia professionale;
  4. prova pratica avente ad oggetto le materie della prima prova scritta, nonché la geologia stratigrafica e sedimentologia, e la geologia strutturale, con particolare riguardo alla lettura, interpretazione ed elaborazione di carte e sezioni geologiche.

Nel mio caso la prima prova verteva sulla stesura di una relazione incentrata su una frana, a scelta del candidato, presente su una carta geomorfologica consegnataci dalla commissione. Nella seconda prova c’è stato un esercizio su dei cedimenti indotti dalla messa in posto di una cisterna di idrocarburi. Durante la prova orale la commissione ci ha fatto scegliere fra degli strumenti tecnici a disposizione: io ho scelto di descrivere i setacci, dato che una parte della mia tesi ha riguardato delle analisi granulometriche, e da li la commissione si è agganciata con delle domande inerenti. In seguito si è passati su alcune domande sulla normative: nello specifico PAI e codice deontologico.

Infine nella prova pratica mi hanno fatto delle domande, colonna stratigrafica alla mano, sulla profondità e sul tipo di fondazioni da costruire per una struttura ad uso abitativo.

Qualche libro su cui studiare

Di seguito propongo un elenco di libri e manuali, acquistabili comodamente su Amazon, utili ai fini della preparazione dell’esame di abilitazione. Sono libri che, oltre ad essere utili per ottenere l’abilitazione, saranno molto utili anche nello svolgimento della professione.

 

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Antonio Nirta
Ciao, mi chiamo Antonio Nirta e sono un geologo. Dopo aver conseguito la laurea presso l'Università di Pisa svolgo la libera professione. Con i post che pubblico in questo blog cercherò di trasmettere la mia passione per la geologia.

2 Comments

  1. Fabio Fucileha detto:

    ciao Antonio, i libri sono perfetti.. ma mi sentirei di aggiungerne qualcuno tipo il Celico (Prospezioni idrogeologiche vol. 1 e 2), di gran lunga meglio del Castany.. Inoltre consiglierei pure il libro “Geomorfologia” (Panizza), ideale per le strutture geomorfologiche ed il Pompeo Casati vol 1 per la geologia generale.

    • Antonio Nirtaha detto:

      Ciao Fabio! Grazie per avermi segnalato questi testi: hai ragione, sono degli ottimi libri. Li integrerò nell’articolo.

      A presto,
      Antonio

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