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La Valle delle Grandi Pietre: i monoliti dell’Aspromonte

scorcio della valle delle grandi pietre

La Valle delle Grandi Pietre è una delle zone più affascinanti e suggestive di tutto l’Aspromonte.

Si trova nella provincia di Reggio Calabria a pochi chilometri dai centri abitati di San Luca e di Natile Vecchio, frazione del comune di Careri, nel versante orientale del massiccio aspromontano.
Questa valle è caratterizzata dalla presenza di imponenti monoliti rocciosi:

  • Pietra Cappa;
  • Pietra Lunga;
  • Pietra Castello;
  • Pietre di Febo;
  • Rocche di San Pietro.
Pietra Cappa
Pietra Cappa
Pietra-Castello-Valle-Grandi-Pietre
Pietra Castello, nella Valle delle Grandi Pietre
Pietra Lunga
Pietra Lunga
Le Pietre di Febo nella Valle delle Grandi Pietre
Le Pietre di Febo
Le rocche di San Pietro nella Valle delle Grandi Pietre
Le rocche di San Pietro

La Valle delle Grande Pietre è uno dei geositi dell’Aspromonte Geopark UNESCO.

La geologia della Valle delle Grandi Pietre

I monoliti della Valle delle Grandi Pietre appartengono, da un punto di vista geologico, alla Formazione di Stilo – Capo d’Orlando.

Questa formazione geologica è la più estesa formazione sedimentaria dell’Arco Calabro-Peloritano. Essa si estende dalla Calabria centrale ionica sino ai Monti Peloritani in Sicilia. Essa è stata definita da Bonardi et alii (1980) come la successione sedimentaria compresa tra le unità tettoniche del basamento cristallino e le Argille Varicolori.

La Formazione di Stilo – Capo d’Orlando ha un età compresa tra l’Oligocene superiore e il Burdigaliano ed è divisibile in un membro inferiore ed in un membro superiore.


Il membro inferiore è essenzialmente costituito da conglomerati ed arenarie, che fanno parte di depositi continentali (fluviali, palustri, lacustri e conoidi alluvionali) e di depositi di spiaggia e di delta.

In questo membro della formazione di Stilo-Capo D’Orlando si possono trovare molte tracce fossili.


Il membro superiore è rappresentato da una successione pelitico-arenacea o pelitica (unità di San Nicola e unità di Bova secondo Sonnino, 1997), schiettamente di ambiente marino, di relativa bassa profondità, anche se sempre sotto la profondità dell’influenza delle onde (Sonnino, 1997; Dominici & Sonnino, 2009). Anche in questi depositi si trovano tracce fossili.


I due membri sono spesso separati da un livello di brecce, come ad Agnana Calabra dove questo livello è spesso circa 2 metri.

Le leggende che avvolgono la Valle delle Grandi Pietre

Questi monoliti sono avvolti da leggende suggestive, sia di natura religiosa che di natura esoterica.

Ad esempio l’origine di Pietra Cappa è avvolta da qualche leggenda.
Secondo una di queste Gesù Cristo e i discepoli, mentre predicavano la parola di Dio, arrivarono anche ai piedi dell’Aspromonte dove fecero penitenza raccogliendo alcuni pesanti massi che il Nazareno tramutò in fumanti pagnotte. Solo Pietro con un piccolo boccone, come punizione per aver trasportato una piccola pietra. Lo stesso Pietro, rammaricato per il proprio errore, volle che quella pietra restasse lì a ricordo della sua malizia e sfiorandola con un dito la fece diventare talmente grande da ricoprire il terreno intorno.
L’apostolo, una volta diventato il custode del paradiso, nell’enorme macigno decise di imprigionare per l’eternità la guardia che schiaffeggiò Gesù davanti al Sinedrio, i cui colpi contro la roccia e le grida di dolore vengono sentiti ancora oggi dai pastori e dai passanti.

Pietra Cappa ha un ruolo rilevante nel mistero dei Cavalieri Templari. Secondo alcune leggende, Reggio – oltre ad essere la patria della Decima Legione Fretense (tra le cui fila militavano Longino, il legionario che trafisse con la lancia il costato di Cristo e il funzionario Lucius Artorius, ossia il vero re Artù, e numerosi crociati dai quali ebbero origine i cavalieri di Malta) che trafugò i tesori del tempio di Gerusalemme – fu anche il punto di partenza dei monaci che fondarono l’ordine di Sion, i quali ebbero la rivelazione del Graal, la simbolica coppa del sangue di Cristo, proprio a Pietra Cappa. E qui, nelle sue misteriose ramificazioni che arriverebbero sin nelle viscere della terra, si sarebbero nascosti, i Cavalieri del Tempio, rendendo Pietra Cappa ancora più enigmatica e affascinante.

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Antonio Nirta
Antonio Nirta
Geologo classe '86, laureato in Scienze e Tecnologie Geologiche all'Università di Pisa. Oltre a fare divulgazione geologica, svolgo la libera professione di geologo ed insegno Matematica e Scienze. Adoro la scienza, la tecnologia e la fotografia. Lettore appassionato dei romanzi fantasy e dei romanzi storici, ho un debole per la pizza e tifo Juve.

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