Lago Costantino, un simbolo della fragilità del territorio italiano.

Il lago Costantino (o lago degli Oleandri) è stato un lago effimero, presente, nel cuore dell’Aspromonte, fra i più affascinanti e suggestivi presenti in Italia.
La sua origine e il suo arco vitale lo hanno portato alla ribalta anche in Europa, tanto che degli studiosi tedeschi sono scesi a San Luca, il comune in cui ricadeva il lago, per studiarlo.

lago costantino

Il lago Costantino – oltre ad essere stato per tantissimi anni un simbolo attrattivo del Parco Nazionale dell’Aspromonte – è stato anche una viva testimonianza della fragilità geologica del nostro territorio.

Infatti, la sua origine è dovuta ad un imponente evento alluvionale avvenuto a cavallo tra gli anni 1972/73 che ha attivato un frana immensa che ha sbarrato il corso della fiumara Bonamico

Il territorio intorno al lago Costantino

Il lago Costantino (il nome viene dalla località in cui si trova, dove c’era anche un monastrero intitolato a Costantino) si trova nel bacino della fiumara Bonamico che scorre nel settore ionico meridionale della Calabria. Il Bonamico è un tipico bacino mediterraneo: ha la sua altezza massima a 1956 m s.l.m. (Montalto) e con un altezza media di 780 m s.l.m. Il fiume ha una lunghezza di circa 29 km con un gradiente medio del 6%; l’intero bacino del Bonamico ha un area di 137 km2.
Il bacino della fiumara Bonamico, come del resto molti altri bacini in Calabria, mostra intense dinamiche idrauliche e geomorfologiche. Da un punto di vista geomorfologico, il Bonamico è una fiumara, un fiume di tipo braided, con un letto ghiaoioso e delimitato da versanti molto ripidi.
Il regime idraulico di una fiumara è tipicamente torrentizio, con la predominante produzione di detrito da parte dell’erosione e dei movimenti in massa che avvengono lungo i versanti. Perciò, la capacità di trasporto di una fiumara è molto alta.

La frana di Costantino

La frana di Costantino, classificabile come uno scivolamento traslazionale di detrito/terra, si è innescata nella notte tra il 3 e il 4 Gennaio 1973 (il volume della massa dislocata è di circa 23 milioni di m3): la frana si è staccata da una quota di 1230 m., dal versante destro del Bonamico per arrivare sul versante opposto: il corpo di frana così, come una diga naturale, ha occluso il letto del fiume.

frana lago costantino

Consultando la cartografia geologica ufficiale (Foglio 603 – Bovalino) si nota che la frana di Costantino si è sviluppata su rocce metamorfiche, caratterizzate da scisti a granato e muscovite (Unità della Madonna di Polsi). I processi di weathering e l’alto grado di fratturazione (responsabile anche di un’alto grado di permeabilità) hanno trasformato l’ammasso roccioso in un suolo con scarsa resistenza meccanica.

L’inesorabile fine del lago Costantino

L’invaso, al momento della sua formazione, aveva le seguenti caratteristiche (secondo un report interno stilato dal CNR il 9/2/1973):

  1. Quota del lago: 410 m. slm
  2. Profondità massima dell’acqua: 50-60 m.
  3. Superficie dell’invaso: 320.000 m2
  4. Volume d’acqua invasato: 5 milioni di m3
  5. Dislivello della quota di trabocco: 15m

lago costantino

Con il passare del tempo questo lago è andato incontro all’insabbiamento, causato dall’apporto di sedimenti da parte della fiumara Bonamico.

lago costantino

Queste foto mettono a confronto lo stato del lago Costantino nel 2004 e nel 2017: il lagoha raggiunto nel 2004 circa metà delle sue dimensioni iniziali. Nel 2017 risulta oramai completamente insabbiato, a testimonianza del breve ciclo vitale dei cosìdetti “laghi effimeri”.

Approfondimenti

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Ciao, mi chiamo Antonio Nirta e sono un geologo. Mi sono laureato all’Università di Pisa e dal 2017 svolgo la libera professione.

Attraverso i post presenti in questo blog cercherò di trasmettere la mia passione per le Scienze Geologiche e di fornire informazioni che riguardano il bellissimo settore della Geologia.

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