Geotour Gerace – Agnana Calabra. Una passeggiata tra tracce fossili e lignite.

In occasione della 5° settimana del pianeta terra è stato svolto un geotour tra Gerace ed Agnana Calabra, sulla costa ionica della provincia di Reggio Calabria.

L’area di Gerace e Agnana , da un punto di vista geologico/stratigrafico,  si può schematizzare come:

  • Unità tettonico – strutturale di Stilo, datata al Mesozoico, (Monte Mutolo, “le dolomiti del sud”);

  • Formazione di Stilo – Capo d’Orlando (Oligocene – Miocene inf.). A questa formazione appartengono i monoliti della “Vallata delle Grandi Pietre” e Pentidattilo;

  • Argille Varicolori;

  • Successione plio-pleistocenica (Formazione di Trubi, Formazione di Vinco che è correlabile alla Formazione di Monte Narbone).

I calcari di Monte Mutolo. Le cosidette “Dolomiti del Sud!”

La prima parte del geotour si è svolta a Gerace, in provincia di Reggio Calabria. Gerace, per anni eletto il borgo più bello della Calabria grazie al suo patrimonio storico-culturale, è posto su una rupe alta 479 metri e con direzione NW-SE, costituita da calcareniti plio-pleistoceniche (Formazione di Vinco). Queste calcareniti presentano una stratificazione incrociata ed hanno spessori che arrivano fino a 50 m. In questo caso le strutture sedimentarie potrebbero essere date da delle dune sottomarine migranti, che indicherebbero, a quel tempo, l’esistenza di una paleostretto tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio (Colella & D’Alessandro, 1988). La loro componente bioclastica è data da frammenti di molluschi, bivalvi, brachiopodi, echinodermi e foraminiferi (Cavazza et al., 1997).

Esempio di bioclasto presente nelle calcareniti di Gerace.

Oltre ai gusci fossili, nell’intera sequenza sedimentaria c’è una diffusa bioturbazione, differenziata nei vari strati in cui sono riconoscibili tracce fossili.

Affioramento di calcareniti nel centro abitato del paese di Gerace. Si notano le tracce fossili (le strutture verticali nell’affioramento).

La stratificazione “incrociata” a festoni e la presenza delle tracce fossili indicano che il deposito calcarenitico si è depositato in un ambiente marino, con ossigenazione da media ad elevata e interessato ad un variabile apporto di nutrienti il cui fondale era quindi soggetto a moto ondoso o a particolari correnti tidali.

Le calcareniti di Gerace hanno quindi peculiarità a carattere stratigrafico-sedimentologiche, incologiche e paleontologiche; inoltre questi affioramenti si possono osservare in tre dimensioni ed in pieno centro abitato.

Il geotour è proseguito ad Agnana Calabra, in località vallone Luria. Questa zona, fino al Miocene-Oligocene, era un ambiente palustre: in prossimità del mare, con foreste lussureggianti e con un clima caldo. Una trasgressione marina, avvenuta dall’inizio dell’Oligocene (circa 38 Ma fa) segnando un passaggio da un ambiente di laguna ad uno neritico e poi batiale, ha generato dei livelli di lignite dentro i quali sono stati trovati dei resti fossili di Antracoterio (affettuosamente chiamato Ippoporco). L’Antracoterio era un mammifero (aveva un’altezza di 1 m e una lunghezza di 2 m) faceva una vita semiacquatica popolando quindi anche gli ambienti palustri.

Immagini raffiguranti l’Antrocoterio ed il suo apparato scheletrico.

I resti sono stati rinvenuti in un discreto stato di conservazione e constano di alcuni molari e premolari, vari frammenti di denti, frammenti di ossa inclusi nella roccia, una testa di articolazione del femore. Questi resti potrebbero appartenere ad un solo individuo adulto (mancanza elementi doppi, compatibilità degli stadi di usura, lateralità degli elementi) abbastanza giovane (usura bassa).

Livello di lignite (banda nera inclinata al centro della foto), dello spessore di circa 20 cm, nei pressi di Vallone Luria (Agnana Calabra – R.C.).

Dopo la scoperta casuale di un livello, ad inizio del 1800, sono stati effettuati lavori per l’apertura di una miniera con lo scavo di una galleria lunga 607 metri. Questa lignite fu molto sfruttata durante la reggenza borbonica e il Regno delle Due Sicilie, tanto che il 19 maggio del 1846 Ferdinando II di Borbone fu ad Agnana per visitarla.

Tuttavia questa lignite ha un basso livello di carbone (inferiore al 50%) ed un alto contenuto di zolfo, proporzioni che la rendono un materiale di scarsa qualità.

Ciao, mi chiamo Antonio Nirta e sono un geologo. Mi sono laureato all’Università di Pisa e dal 2017 svolgo la libera professione.

Attraverso i post presenti in questo blog cercherò di trasmettere la mia passione per le Scienze Geologiche e di fornire informazioni che riguardano il bellissimo settore della Geologia.

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